E'
nato a Napoli e qui compie gli studi tecnici e comincia ad
esprimere la propria vocazione artistica negli anni ottanta,
coltivando l’interesse per la fotografia ed il teatro.
Alla fine degli anni
novanta si concede totalmente alla pittura. “ l’imput nella pittura
mi fu dato da una mostra di Frida Khalo – quadri pieni di dolore e
sofferenza ma pieni di amore per la vita … mi viene ancora oggi la
pelle d’oca quando li guardo “.
La pace, la speranza
in un futuro migliore, la tolleranza e la comprensione fra i popoli
sono i topoi verso i quali Guido Della Giovanna rivolge le proprie
attenzioni.
Pur nella loro
diversità, Khalo - Paladino - Warhol , sono stati i suoi primi
ispiratori. In seguito, la conoscenza artistica di Ryuichi Sakamoto
gli rivelerà un mondo espressivo ed un modo di fare arte che non
abbandonerà più.
La curiosità, la
fantasia, la sensibilità e la voglia di comunicare emozioni, lo
conducono a tecniche miste più vicine al suo sentire.
Così la superficie
pittorica diventa una tavola, su cui il fondo materico fa da medium
ad una persona innamorata della vita, delle sue possibilità e delle
sue utopie.
Nel
2000 la prima mostra
DAL FONDO DEL MARE (gli elementi del
mare che tendono alla superficie verso la scoperta di una nuova
possibilità), cui seguiranno MY FAVOURITE
THINGS-LE MIE PREFERITE (nel ricordo di versi e note musicali)
FOGLIE (ogni foglia un essere umano alla
ricerca di rami e radici); NINGEN JINRUI-SPECIE
UMANA (il bambino e la zanna di elefante come metafora di un
miglior futuro possibile).
Di recente l’estro e
la sensibilità dell’artista hanno partorito la sua esperienza forse
più matura e completa: NOI SIAMO SOLI, un
percorso su legno e tela, confortato dall’antica arte ceramica
giapponese del raku, tra solitudine e solarità, continuamente “in
costruzione”, non finito e non de-finito, come continuamente è da
costruire, giorno per giorno, il viaggio umano verso un universo di
SOLI non fittizzi, ma reali e concreti.
Nel 2005 e 2006
presenta 00/06, il punto di arrivo di un
viaggio virtuale effettuato con tele, legni, pennelli e colori nelle
emozioni, culture, sogni e speranze ma è soprattutto il punto di
partenza verso un futuro sconosciuto tutto da costruire facendo del
passato il trampolino da dove iniziare una riappropriazione delle
prerogative positive del genere umano.