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"Osservandole,
ci accorgiamo di quanto ogni singola foglia sia unica, essenziale per la
composizione, di come ciascuna di esse sia
altrettanto essenziale per l’insieme.
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E’ la rappresentazione di quella complessa eppure fondamentale unità
fra individuo e collettivo, che costituisce una più alta armonia. La
diversità è la vita
che si rigenera continuamente, la porta da lasciare aperta alle
possibilità. E’ un invito a non sprecare la vita, un incitamento a
viverla con passione, un inno ad una speranza cercata, voluta, lottata".
(Guido Della Giovanna)
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"Quando
Guido della Giovanna parla della sua maniera di lavorare si definisce un
pigro: “Sono troppo pigro per andare in giro a fotografare, troppo
pigro per recitare.Posso dipingere quando sono comodo con un po' di
buona musica a darmi l'ispirazione”.Sembra davvero inconsapevole
d'aver intrapreso la strada più difficile per esprimersi, che è quella
dell'addentrarsi nella propria interiorità,incurante del fatto che
questa specie di “pittura automatica” lo costringa, lui pigro, a
passare notti intere a dipingere.Qualche ragione tuttavia c'è.Non ci
sono infatti pesanti contenuti che emergono da quest'inconscio ma un senso
di levità, di solare liberazione e che contrasta con una razionalità
piena di “valori” che si esprime nelle didascalie troppo
complesse.Queste frasi sono una negazione del gesto liberatorio compiuto
nell'atto di dipingere.Come può sembrare ovvio spesso le sue opere sono
fatte a strati sovrapposti che rappresentano questa discesa
nell'interiorità e qui si percepisce come le foglie rappresentino la
superficie, il passato, ciò che è caduco e transitorio, mentre
l'inconscio è invece rappresentato da un fondo marino ricco di pesci,
ma può essere anche solo un insieme di translucidi colori."(Vincenzo
Montella)
"Nella sua
pittura ricorrono le foglie, emblema della caducità delle cose terrene,
contrapposta a quel fondo di valori stabili che sono radicati
nell'anima" (Marco Di Mauro) |