"ritratto di Guido bambino" (C.Myata)

 

 

Per me realizzare un quadro significa risolvere il problema che esso pone e questo compito non è comprensibile prima dell'inizio del lavoro. Il dipinto diventa così la strada per raggiungere la chiarezza, per imparare, per capire, talvolta anche per rifiutare qualcosa.

Penso che ogni immagine cominci ad esistere solo quando qualcuno la sta guardando. Chiunque guardi un dipinto lo vedrà in modo diverso, i quadri sono aperti affinché ciascuno di noi possa scoprirvi dentro quello che  vuol vedere.
 



 

 
COME DIPINGO

La poesia, la letteratura,la musica e la filosofia ispirano la mia arte, ma poi a lavoro finito ritrovo nei colori usati i miei sentimenti e le mie emozioni.
A volte sono conseguenti, altre volte no .
Gioco spesso intorno alle immagini automatiche e le lavoro fino a che non vedo qualche cosa di insolito. Allora comincio a sviluppare una versione definita e strutturata sulla tela o su tavole di legno . Sviluppo gli strati con i materiali come la carta dal riso, legno, cordicelle, cera d'api, stucco, fogli d'oro e l'acrilico, quindi rivesto parzialmente con resina per dargli luminosità. Nel mio lavoro uso, principalmente colori azzurri, blu e rossi rappresentanti le mie emozioni. Uso le tonalità dell'azzurro del blu e del turchese per il potere rilassante ed il colore rosso come infiammante dell’animo e questa scelta di colori nasce da ciò che mi ha colpito e mi ha dato una forte emozioni.
L'arte astratta mi concede questa libertà.
È enigmatica.
Non devo sempre spiegare le mie pitture e non mi preoccupo di come sono interpretate.
L’espressionismo astratto forse è nelle cose.
Forse la gente ha molti muri bianchi ( sia in casa che dentro di sé) ed ha bisogno di qualche cosa di vibrante da poter vedere nelle loro case – qualcosa che sia capace di muovere le emozioni, qualcosa che gli ricordi che c’è ancora la possibilità di emozionarsi.
Veramente non ho analizzato ancora bene questo problema. Tutto ciò che dipingo lo sento e lo amo molto, il risultato finale di ogni quadro che espongo o vendo ho bisogno di sedimentarlo fino alla mia completa convinzione di ciò che esprime il quadro finito. Ho abbastanza idee per poter dipingere per altri 30 anni.
Guido Della Giovanna

 

INTENTI

I drammatici avvenimenti che si susseguono in questi tempi mostrano una triste realtà. Non appena si ha la sensazione di uscire da qualche guaio, subito se ne presenta un altro, di proporzioni ancora più grandi. Insomma, alle tragedie non c'è fine e non ci sarà mai fine con questo sistema.
Da tutto questo non può che provenire il richiamo a un profondo senso di partecipazione e responsabilità.
Ma cosa fare? Come fare?
L'arte a prima vista non sembrerebbe essere di grande aiuto.
Tanti grandi artisti hanno prodotto impressionanti testimonianze di partecipazione alle sofferenze dell'uomo. Creazioni dell'ingegno umano da ammirare, meditare... Ma queste opere non ci dicono cosa fare, come comportarci per risolvere i problemi concreti.
L'arte, però, non consiste semplicemente in quadri da appendere in salotto, da tele da possedere, da capolavori da osservare. Le opere d'arte contengono messaggi. Messaggi trasmessi dalle forme e dai materiali adoperati dall'artista.
L'arte, quindi, non è uno svago, un semplice diletto o fatta per mercato.. È anche sforzo, stimolo a guardare sotto la superficie delle cose, strumento di riflessione.
Forse,  l'aiuto che ci proviene dall'arte è proprio questo: l'insegnamento a guardare dietro l'apparenza dei fatti.
Provando a raccogliere questo insegnamento, cerchiamo di analizzare in profondità gli avvenimenti del nostro tempo e cercare di capire dove va la nostra specie. Allora ci renderemo conto che, forse, la realtà è talmente complessa che non serve inviare un SMS o un versamento "una tantum" a scopo umanitario. Occorre una partecipazione costante nel tempo, un impegno che prosegua anche dopo l'emozione della prima ora.
Guido Della Giovanna


 

LE EMOZIONI

Trovo molto interessante confrontarmi con le emozioni, entrarci dentro, rendere visibile l’ intimo che  ricevo da esse.

Perché intimo ? E’ difficile spiegarlo, proverò con una metafora: i colori possiedono nascoste in se delle immagini, così come la musica, la poesia.  Se ascolti una melodia o leggi un piccolo poema la tua mente si libera vagando in paesaggi costruiti dalle tue emozioni. I miei colori fanno la stessa cosa. E’ una forma d’arte nel senso che provoca emozioni attraverso i suoi colori. Come la musica, la poesia, i romanzi che non sono immagini, ma mentre si fruiscono evocano rappresentazioni personali e diversissime tra loro.
Del resto stimolare l’immaginazione porta sempre a creare un proprio universo emozionale fatto di sentimenti ed emozioni complesse ed intimamente legate fra di loro.

Molti dicono che ogni mia mostra è un’altra storia, è vero, in ogni mostra oltre a quello che dico, anche il come lo dico è diverso ogni volta, Se facessi una cosa sola, se dipingessi sempre allo stesso modo, se usassi sempre gli stessi materiali, se non fossi affascinato dal percorso che sta facendo la nostra specie, se non fossi attratto dalla musica, dalla fotografia…dalle persone e dalla vita, mi annoierei tremendamente e la mia creatività diventerebbe una routine, invece di essere per me entusiasmante, appassionante ed eccitante ogni volta che mostro qualcosa di mio, se non cambiassi di continuo mi sentirei stressato. Guido Della Giovanna


 

L’IMPEGNO E’ NON TRADIRSI

Eruzione 1Il primo grande impegno che deve avere una persona è quello di non tradirsi mai, di lavorare con l’intelligenza, e arte si può fare in tanti modi. Ma per farla bene devi entrare nel cuore della gente, e devi capire che anche tu fai parte della  gente, quindi anche tu vivi la rabbia, vivi la nostalgia, vivi la poesia, vivi la felicità, vivi le emozioni, le delusioni , vivi le cose che vivono gli altri. 
Tu hai in mano questa magia che è l’arte, la trasformazione dei colori e delle materie per dire qualcosa di tuo, quindi questo è l’impegno: non tradire mai la propria intelligenza.
In generale, tu puoi fare tutto quello che vuoi, se vuoi fare un quadro banale lo puoi fare benissimo, si può essere intelligenti anche in quello, devi  però lasciare all'osservatore  qualcosa di tuo che lo può stordire,  puoi trasmettere emozioni che gli procurino profondo benessere o estremo disagio, a seconda del tuo intento.

Nella mia ultima mostra E’ TUTTO COMPRESO NEL PREZZO , alla fine del percorso ho esposto la mia opera “Vesuvio”, nella quale dal vulcano fuoriescono dei cuoricini che si proiettano verso il cielo. E' un quadro banale, ma le persone uscivano  dalla mostra con un sorriso...
quel sorriso che vedevo sui loro volti mi indicava che avevo raggiunto l’obbiettivo: quello  di entrare nel loro cuore, ed è una sensazione bellissima!!
  Guido Della Giovanna
 


 

 

STONES

La poesia, la letteratura, la musica e la filosofia ispirano la mia arte, ma poi a lavoro finito ritrovo nei colori usati i miei sentimenti e le mie emozioni.

Questa volta ho usato dei materiali nuovi per me, le pietre, e tutto è partito da una frase di Kahlil Gibran:

"Fa che i tuoi sogni siano di pietra, in modo che nessuno te li possa distruggere!"

Quando si legge un romanzo, una poesia, o si ascolta musica, la nostra mente intraprende un viaggio che ci porta in un mondo emozionale non predefinito, non predeterminato, non permanente, ed io ho lavorato su queste prerogative, usando tele, colori, legno e pietre, perché le pietre, sono dure, non silenziose, modificabili lentamente dal tempo e velocemente dall’uomo, poiché con la loro unione si può costruire qualcosa di forte e durevole.

Noi, genere umano, siamo un po’ in difficoltà, dovremmo essere duri nelle nostre convinzioni, sostenerci per costruire positivamente qualcosa di forte e durevole, e soprattutto avere sogni  forti come le pietre da non poter essere distrutti. E ne abbiamo sogni da poter realizzare !!!
L'arte astratta mi concede questa libertà.
È enigmatica.
Non devo sempre spiegare le mie pitture e non mi devo preoccupare di come sono interpretate.L’espressionismo astratto forse è nelle cose.
Le persone hanno molti muri bianchi (sia in casa che dentro di sè) ed hanno bisogno di qualche cosa di vibrante da poter vedere nelle loro case, qualcosa che sia capace di smuovere le emozioni, qualcosa che ricordi che c’è ancora la possibilità di emozionarsi. Guido Della Giovanna
 


 

NOI SIAMO SOLI

Noi siamo soli – è un viaggio attraverso solitudine e solarità – tra passività e scelta – effettuato con quadri con cui ho sperimentato tecniche nuove per me – cercando di coniugare la pittura con gli effetti del raku (antica arte giapponese) – non so se ci sono riuscito per gli amanti di questa tecnica di ceramica – ma questo è quello che volevo fare.

Solitudine – in quanto ciascuno di noi è un individuo che nella solitudine può crescere cercando gli altri in sé, nel proprio sentire, creare, amare. Della solitudine non dobbiamo avere paura, nella solitudine impariamo a sentirci, a conoscerci ad avere una diversa consapevolezza di noi stessi della nostra forza e della nostra debolezza.

Soli – ciascuno può generare solarità con gli altri e per gli altri e negli altri. E' con gli altri che condividiamo le nostre gioie e i nostri dolori, sono gli altri che ci amano e che amiamo che ci rendono consapevoli che apparteniamo alla specie umana che ci illumina e illuminiamo con la nostra vita. Guido Della Giovanna

 

 

NINGEN jinrui 



Ningen Jinrui, in giapponese - SPECIE UMANA in italiano - è la mia quarta mostra tematica e come viatico ha identificato la zanna d'elefante ed il bambino che vola con l'aquilone o il palloncino. L'elefante è uno degli animali più antichi della terra, ed à anche tra quelli che si preoccupa di più della sua specie ed il bambino che vola è quello di cui noi non ci siamo occupati - quello che bombardiamo - quello a cui neghiamo l'infanzia - quello che sfruttiamo -  quello che violentiamo - quello che vendiamo - quello che prostituiamo e quello di cui siamo clienti - quello che abbandoniamo - quello che mandiamo a combattere - quello che squartiamo per averne gli organi. E' quello che dovrebbe essere da noi protetto nella stessa maniera dei nostri figli, e' quello che dovrebbe giocare… (nel mondo ci sono circa 300 milioni di bimbi sfruttati con il lavoro e che non conoscono l'infanzia) ed è quello verso di cui noi abbiamo la nostra più grande responsabilità. Sarei ipocrita se quanto dico fosse dettato solo dall'età e non dalla sensibilità - tempo fa pensavo di meno al nostro futuro, ora invece sono molto preoccupato, per i miei figli e per l'umanità intera. I nostri sentimenti, il nostro altruismo, il nostro amore, la solidarietà sono caratteri-stiche della nostra specie e ce ne dobbiamo riappropriare. Ognuno di noi è determinante perché le cose possano andare in un'altra direzione.Non sono assolutamente d'accordo con chi dice che i discorsi di impegno sociale siano “pesanti ed ovvi”, non c'è niente di ovvio nella guerra, nello sfruttamento, nella devastazione dell' habitat e dell'essere umano. Sono d'accordo con chi dice che un artista ha sempre una responsabilità per ciò che dice ed ha bisogno per crescere di essere sempre in discussione.
Guido della Giovanna

 

"Guido Della Giovanna, , è approdato alla pittura nel ‘96 dopo aver coltivato diversi interessi in vari campi. Il suo riferimento artistico è Ryuichi Sakamoto, il noto musicista giapponese, in cui riconosce la propria fede pacifista e di cui ammira il talento versatile e multiforme. L'ideale di vita di Guido si riassume nello spirito sereno e ottimista degli africani, o nella genuina e spensierata vitalità dei bambini . L'Africa e l'infanzia sono appunto i soggetti ricorrenti nelle sue opere, che attraverso tonalità accese e luminose comunicano una calda e piacevole sensazione di pace. Le tecniche che predilige sono i colori acrilici e la pasta oro su legno, tela o plexiglas, e gli stili sono diversi dal figurativo, al surreale". Marco Di Mauro

 

FOGLIE

"Quando Guido della Giovanna parla della sua maniera di lavorare si definisce un pigro: “Sono troppo pigro per andare in giro a fotografare, troppo pigro per recitare. Posso dipingere quando sono comodo con un po' di buona musica a darmi l'ispirazione”. Sembra davvero inconsapevole d'aver intrapreso la strada più difficile per esprimersi, che è quella dell'addentrarsi nella propria interiorità, incurante del fatto che questa specie di “pittura automatica” lo costringa, lui pigro, a passare notti intere a dipingere. Qualche ragione tuttavia c'è. Non ci sono infatti pesanti contenuti che emergono da quest'inconscio ma un senso di levità, di solare liberazione che contrasta con una razionalità piena di “valori” che si esprime nelle didascalie troppo complesse. Queste frasi sono una negazione del gesto liberatorio compiuto nell'atto di dipingere. Come può sembrare ovvio spesso le sue opere sono fatte a strati sovrapposti che rappresentano questa discesa nell'interiorità e qui si percepisce come le foglie rappresentino la superficie, il passato, ciò che è caduco e transitorio, mentre l'inconscio è invece rappresentato da un fondo marino ricco di pesci, ma può essere anche solo un insieme di translucidi colori".Vincenzo Montella

 

 

MY FAVOURITE THINGS

(Le mie preferite) Nella mente e nel cuore di ognuno resta impresso il titolo o il verso di una canzone,una melodia musicale.Emozioni collegate a sensazioni“altre” dallo specifico artistico. Così è stato anche per Guido.Un sogno, un ricordo: l'amore, la politica, il lavoro ed altro ancora. LE MIE PREFERITE giocano con il ricordo di un Ieri che si fa storia, pubblica e privata, dolorosa e gioiosa. Un passato che diventa vita, presente e futura,senza compiacimento melanconie. Ancora…..e sempre. Adalberto Fornario

 

 

Nascita, luce, sviluppo, buio, rinascita, sono punti su cui Guido Della Giovanna ritorna con insistenza sperimentando quasi esclusivamente un unico soggetto. Creature acquatiche popolano i suoi dipinti imponendosi solitarie ed immobili su una superficie fissa, quasi terrena. La ricchezza delle tecniche impiegate attesta un desiderio incessante di sperimentare, conoscere, raggiungere. Colori squillanti definiscono la ricerca di una condizione di benessere intesa come raggiungibile. Ovunque messaggi positivi, rassicuranti, di fiducia nelle capacità dell'uomo, essere pensante, complesso ma pressoché assente in questi lavori di Guido. Animali acquatici, allegorie di rinascita e crescita interiore, ritornano costantemente e sembrano avere una conclusione in “Salvation Concept”. Dolore, rabbia, meditazione…salvezza. La ricerca della consapevolezza, della luce, è condotta attraverso i sensi, oltre che dal raziocinio, ed è rappresentata da quella calma staticità che è sinonimo di riuscita, di realizzazione. Il mondo descritto da Guido è popolato da esseri e strutture di diversa natura che, piuttosto che respingersi, si completano ed ecco che da un pesce può germogliare un fiore. Fiorella Squillante