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INTERVISTA
A CURA DI ADALBERTO FORNARIO
Guido
ed i suoi......... SOLI

Non soli
come prospettiva di isolamento e sconfitta, ma soli come
umili creatori e preservatori di vite e di speranze. Questo l'assunto
delle nuove
realizzazioni, su legno e tela, dell'artista napoletano, già
in passato legato, nelle sue opere, ai temi della solidarietà e sempre
con uno sguardo possibilista verso il futuro di una umanità inquieta
Quali
sono i tuoi SOLI oggi?
NOI SIAMO SOLI è un viaggio attraverso solitudine e solarità,
tra passività e scelta. Solitudine – in quanto ciascuno di noi è un
individuo che nella solitudine può crescere cercando gli altri in sé,
nel proprio sentire, creare, amare. Della solitudine non dobbiamo avere
paura, nella solitudine impariamo a sentirci, a conoscerci ad avere una
diversa consapevolezza di noi stessi della nostra forza e della nostra
debolezza. Soli – ciascuno può generare solarità con gli altri e per
gli altri e negli altri. E' con gli altri che condividiamo le nostre
gioie e i nostri dolori, sono gli altri che ci amano e che amiamo e che
ci rendono consapevoli della nostra appartenenza alla specie umana, che
ci illumina e che illuminiamo con la nostra vita.

I tuoi
SOLI, però, sembrano avere delle “crepe”?
L'umanità, spesso, si diverte ad incrinare la solarità della
vita
E da un
punto di vista strettamente artistico e tecnico, quali strade hai
percorso rispetto alle precedenti mostre?
Ho
sperimentato tecniche nuove per me, cercando di coniugare la pittura con
gli effetti del raku, antica tecnica di ceramica giapponese

Rassegna stampa
LA
REPUBBLICA Napoli Giovedì
13 Gennaio 2005. d.b.s.
ROMA
Domenica 9 Gennaio 2005. Anita
Pepe
IL
MATTINO Giovedì 30 Dicembre
2004 .Tiziana Tricarico
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