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La poesia, la letteratura, la musica e la filosofia ispirano la mia arte, ma poi a lavoro finito ritrovo nei colori usati i miei sentimenti e le mie emozioni.

Questa volta ho usato dei materiali nuovi per me, le pietre, e tutto è partito da una frase di Kahlil Gibran:

"Fa che i tuoi sogni siano di pietra, in modo che nessuno te li possa distruggere!"

Quando si legge un romanzo, una poesia, o si ascolta musica, la nostra mente intraprende un viaggio che ci porta in un mondo emozionale non predefinito, non predeterminato, non permanente, ed io ho lavorato su queste prerogative, usando tele, colori, legno e pietre, perché le pietre, sono dure, non silenziose, modificabili lentamente dal tempo e velocemente dall’uomo, poiché con la loro unione si può costruire qualcosa di forte e durevole.

 

Noi, genere umano, siamo un po’ in difficoltà, dovremmo essere duri nelle nostre convinzioni, sostenerci per costruire positivamente qualcosa di forte e durevole, e soprattutto avere sogni  forti come le pietre da non poter essere distrutti.

E ne abbiamo sogni da poter realizzare !!!

L'arte astratta mi concede questa libertà.

È enigmatica.

Non devo sempre spiegare le mie pitture e non mi devo preoccupare di come sono interpretate.

 

 

L’espressionismo astratto forse è nelle cose.
Le persone hanno molti muri bianchi (sia in casa che dentro di sè) ed hanno bisogno di qualche cosa di vibrante da poter vedere nelle loro case, qualcosa che sia capace di smuovere le emozioni, qualcosa che ricordi che c’è ancora la possibilità di emozionarsi. (gdg)


 

 

 

 

   

Rassegna stampa

Il Mattino, 18/02/2010
 
 

 

 

   

 

 
 


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